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 Il ritorno di Ismeralda

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cosimo

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MessaggioTitolo: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 3:58 pm

Si arrestò per un attimo a guardare quei mattoni sotto di lui e pensò che ogni volta li consumava facendo avanti e indietro..
non faceva altro che contare i mattoni come se fosse la prima volta che li avesse sotto i piedi.
Riprese a fare avanti e indietro e a pensare a quel momento..faticava a crederci ancora magari ormai avessero anche viaggiato assieme
Sua sorella Ismeralda stava tornando a casa, si avvicinò davanti ad una boccia sopra ad un tavolino con del liquido che pareva acqua, se ne servì sufficientemente, portò il bicchiere alla bocca e mandò giù un bel sorso.
Dalla smorfia che fece si intuiva che non era acqua ma qualcosa di più forte, con il bicchiere in mano si avvicinò ad una finestra e rimase a guadare il vuoto restando a pensare a quel giorno un cui l'aveva incontrata:

Ti devo presentare una donna, che conosci già a dire il vero...porta il tuo stesso nome 

Gli disse ser Samuele, un amico di vecchia data che viaggiava con lui.
Lui sorpreso lo aveva guardato con un sorriso sarcastico e gli aveva chiesto

Una donna che si chiama Cosimo? Maremma ..oh chi tu frequenti? 

Bobo, cosi veniva chiamato da tutti,  lo aveva guardato di traverso.. 


Tu c'ha sempre voglia di giocare..vieni con me , vedrai che bella sorpresa. 

Cosimo rise sia per la sua battuta sia per l'euforia dell'amico. 
Quando entrò nella taverna lei era ancora di spalle..Bobo la chiamò per nome. Solo a sentirla nominare Cosimo ebbe un brivido lungo la schiena, non poteva essere pensà tra se e se, quando però la donna si voltò guardandolo negli occhi, Cosimo ne ebbe la conferma, davanti a lui la sua sorellina. 

Questo era il modo in cui i due si erano ritrovati e proseguito il viaggio assieme  e Cosimo non faceva altro che pensarci...
Ora sta per arrivare in quello che sarebbe stato anche il suo palazzo, si augurò soltanto che fosse sufficientemente pulito.

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Anniusca
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 8:15 pm

Anna stava facendo ritorno dal cortile interno della villa dove, all'ombra dei portici, aveva osservato Zenone dare sfogo ai propri istinti ed abbaiare ad una coppia di tortore.
D'altro canto la gravidanza della padrona aveva ridotto anche le sue battute di caccia nelle tenute di famiglia e dei Visconti, così il cane aveva dovuto ripiegare sugli innocui animali da giardino che, ormai spazientiti, non si curavano più del gran chiasso provocato dai suoi latrati.

La Viscontessa percorreva ora a passo lento le sale che la separavano dalle proprie camere mentre Zenone, fedelmente, rallentava la propria naturale andatura per starle accanto. La donna posò una mano sulla possente testa dell'alano dal manto blu che, come al solito, portò indietro le orecchie a ringraziare di quella breve attenzione provocando il sorriso della padrona.

“Sei come me mio caro. Possiamo mostrarci duri e alteri quanto vogliamo ma infine chi ci è vicino sa come farci sciogliere” gli disse dandogli un'ultima leggera pacca sul capo.

L'alano drizzò improvvisamente le orecchie ed abbaiando, inaspettatamente, iniziò a correre verso il salone d'entrata.

“Zenone!! Zenone, torna subito indietro”
Anna portò pollice e indice alle labbra, pronta a fischiare come il padre le aveva insegnato da bambina e a causa del quale, divenuta Viscontessa, era stata più volte ripresa dato che -Non si addiceva ad una del suo rango-
Il fischio, acuto e prolungato, echeggiò per il corridoio fino alla sala d'entrata prima di ricevere in risposta il latrato di Zenone accompagnato dalla voce familiare di Cosimo.  

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cosimo

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 8:36 pm

Era davvero impaziente, smise di guardare dalla finestra e tornò verso il tavolino dove vi era ancora quel bicchiere con quel liquido come l'acqua...ne mandò giù sorso prima di fare un espressione ridicola.
Assenzio l'aveva chiamato colui che glielo aveva portato in dono, niente a che vedere con il liquore che suo cugino Robert gli fece recapitare dalle terre scozzesi era migliore a suo dire, mandò giù l'ultimo sorso svuotando cosi il bicchiere, fece di nuovo quell'espressione e poi sussurrò... Santo il mio chianti.
Non reggeva quell'emozione, si domandava se avesse dato delle indicazioni facile da comprendere,ma poi pensò che la sua dimora era conosciuta ai più, non poteva sbagliare, almeno era quello che si augurava.
Si avvicinò alla porta della sala, l'aprì giusto per vedere se non ci fosse qualcuno quando si vide arrivare incontro Zenone, il cane di sua figlia.
Fece un passo indietro per lo spavento vedendoselo arrivare incontro, poi sorrise e lo iniziò ad accarezzare sulla testa, sua figlia Anna non poteva essere lontana, iniziò a chiamarla assieme a Zenone, a lui non restò che sorridere della scena, lui è il cane che chiamavano la figlia.

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Anniusca
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 8:48 pm

Percorse gli ultimi metri richiamata da quei suoni familiari.
Non appena vide Cosimo con Zenone affianco lanciò uno sguardo di rimprovero al cane ed uno interrogativo al padre.

“Ti credevo nel tuo studio padre. Che ci fai da solo nel salone?

E' tutto il giorno che ti comporti in modo strano. Per poco a tavola non infilzavi la mano del povero Ambrogio invece che la faraona”

L'uomo non ebbe il tempo di replicare che l'alano si allontanò da loro diretto verso il portone davanti al quale, alzatosi sulle zampe posteriori, iniziò ad abbaiare.

“Ma che tu sei impazzito, Zenone?” gli domandò Anna mentre, seccata, gli si avvicinava per calmarlo e fu allora che capì la causa di tutto quel baccano scorgendo appena oltre le vetrate una figura femminile.

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 9:08 pm

Era emozionatissima.
Finalmente avrebbe rivisto suo fratello! Incontrarlo, assieme a Bobo, l'aveva riempita di gioia...ma ora era diverso...
tanto era stato il tempo passato in collegio, lontana dalla propria famiglia, e finalmente vi avrebbe fatto ritorno.
Si era pettinata con cura i lunghi capelli, più volte aveva riaggiustato il vestito, era preoccupata all'idea che qualsiasi cosa potesse andar storta.
Seguì le indicazioni alla lettera, avendo cura di non deviare per nessuna ragione, finche non giunse di fronte al portone.
Lì udì il cane abbaiare, delle voci...timidamente, bussò. Non poteva essersi sbagliata.
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cosimo

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 23, 2013 10:40 pm

Cosimo guardò il cane andare verso il portone e abbaiare dopo che si era alzato sulle zampe posteriori, per un attimo l'uomo non aveva realizzato, poi vide sua figlia andare verso il cane e guardare fuori dalla finestra vicino al portone proprio nello stesso istante in cui si udì bussare la porta.
Da una porta uscì fuori Ambrogio che si avviava ad aprire il portone, 
Cosimo sorrise, era lei , se lo sentiva , guardò la figlia che con il naso attaccato al vetro cercava di riconoscere chi fosse stato a bussare.
E' una donna vero Anna?


Anna rispose con un SI poco convinto di chi non da molto ascolto alla domanda posta, poi si voltò verso il padre con fare interrogatorio.. 
Arcibaldo si rivolse verso di lui.
Vuole che apra signore?


Cosimo sorrise
Si certo Ambrogio, apri subito, non fare aspettare.. Cosimo si trattenne dal rivelare chi fosse stato a bussare, ormai voleva fare una sorpresa alla figlia, sperando che questo non comportasse nulla per la sua gravidanza, ma era certo che non poteva farle del male, anzi, poteva solo renderla felice.. la nostra ospite
Anna prese il suo alano e si diresse verso il padre, mentre il vecchio maggiordomo apriva il portone alla donna che timidamente entrò dentro

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 8:28 am

La Viscontessa teneva un braccio attorno al collo del molosso mentre l'altra mano gli accarezzava il costato per placarlo. Lanciò uno sguardo interrogativo al padre, il quale non volle risponderle benché conoscesse quanto grande fosse la naturale curiosità della figlia. Ad ella non restò che attendere che Ambrogio, con la lentezza della sua età, aprisse il portone ed invitasse l'ospite ad entrare.

Quando questa varcò la soglia della villa, la padroncina di casa la osservò partendo dal bordo del vestito risalendo fino a quei capelli corvini che le incorniciavano il volto.
Un volto sconosciuto, mai visto in quella casa prima di quel momento, eppure con dei particolari già noti che non riusciva a ricordare. L'espressione di Anna si fece inconsciamente pensierosa, corrugando la fronte ed avvicinando le sopracciglia come era solita fare.
Non doveva far altro che pazientare finché Cosimo non le avesse fatto il piacere di presentarle quella donna tanto misteriosa.

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cosimo

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 1:00 pm

La vide entrare sorridendo appena i suoi occhi incontrano quelli di lui, per un attimo la timidezza della donna si attenuò per quanto lui stesso aveva faticato a sentire il suo saluto per quanto fu leggero il tono della sua voce.
Ambrogio stesso capì che forse chiedere alla dama chi fosse sarebbe stato inutile, per quanto chiese lo stesso alla donna con chi avesse il piacere di interloquire.
Cosimo parlò prima che la donna potesse dare una risposta:

Ambrogio , vai pure. E' tutto in ordine, la dama è mia ospite.


Il vecchio annuì e si allontanò con passo felpato mentre Zenone lo controllò per un attimo prima di riposare il suo sguardo attento verso la donna misteriosa.
Cosimo si rivolse immediatamente verso Anna

Cara, avrei voluto dirtelo prima sorrise ma anche così le bellino lo stesso.
Vedere lo sguardo di sua figlia curioso come non mai non poteva che non divertirlo.
Guardò ancora la donna appena entrata e gli sorrise.
Prego Ismeralda, non mordiamo, ne noi ne il cane.
Ti presento mia figlia...la Viscontessa Anna Iolanda Scarlett.
Poi guardò la figlia, 
Anna, ti presento.... mia sorella Ismeralda Vittoria Espero, degli Espero d'Arno, tua zia


Le guardò mentre le due donne si osservavano

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 2:45 pm

Julienne, da tempo oramai, amava segregarsi tra i confini della sua camera, quasi che, nascondendosi, avrebb'anche nascosto le preoccupazioni ch'albergavan il suo cuore.
Era una splendida giornata e, da lì persino, potea riconoscer il son delle voci dello zio e dell'adorata cugina.
D'un tratto sentì abbaiar un cane: dovea necessariamente trattarsi di Zenone, il cane di Anna.
Seduta dinnanzi alla sua finestra, al piccolo scrittoio in legno ch'avea lì disposto affinché il Sole potesse meglio scaldar i suoi scritti, decise ch'era tempo di destarsi.
I lunghi capelli biondi di qualche tempo prima eran diventati ancor più lunghi, e Julienne decise d'annodarli in alto.
Abbandonò la sedia su cu sedea e, riordinato l'abito bianco ch'indossava quel giorno, si diresse verso quello che parea esser l'origine delle voci.
Vide, così, la cugina Anna e lo zio Cosimo accoglier un'appena giunta Dama.
Julienne, imbarazzata, s'avvicinò lentamente, per non disturbare, sorridendo loro.
Fece, poi, un leggero inchino alla Dama, sorridendole, osservando i meravigliosi capelli ch'incorniciavan il suo viso.
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 3:02 pm

Un ampio sorriso si fece strada sul suo volto non appena sentì le parole di Cosimo.
Si avvicinò e guardò il fratello e la nipote, commossa da ciò che stava succedendo.
Non riusciva a trovare le parole, sopraffatta dall'emozione, riuscì a balbettare una breve frase e a inchinarsi leggermente di fronte alla Viscontessa, sua nipote.Non aveva idea di come comportarsi.
"Sono lieta di conoscervi, ho aspettato tanto di vedere la mia famiglia."
Il viaggio l'aveva portata esattamente dove desiderava, sapeva di avere un fratello e l'aveva cercato, ma vedere la nipote la rese immensamente felice.
"Non riesco a credere di essere a casa..."
Guardò il fratello dritto negli occhi, era stato lui a riportarla lì, sentì che gli sarebbe stata eternamente grata.
"Ti ringrazio, Cosimo."
Nel mentre sentì dei passi, guardò e vide una dama dai capelli biondi. Rispose al suo inchino e al sorriso e la osservò con sguardo interrogativo, per poi guardare anche Cosimo, senza dire una parola, aspettando le presentazioni.
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 3:40 pm

Le parole di Cosimo la colpirono come una secchiata d'acqua fresca in pieno volto. 
La sua espressione si distese leggermente mentre le balenò alla mente l'immagine del ritratto di Lucrezia.
Ricordando il volto della bisnonna non poté fare a meno di notare la somiglianza con quello di Ismeralda capendo finalmente perché le era parso così familiare.

Rimase in silenzio, ascoltando il breve dialogo tra il padre e la zia, mentre le sue mani lasciavano libero Zenone. 
Anna guardò negli occhi la donna, inarcando le labbra in un sorriso.
A stento riusciva a credere d'aver ritrovato la zia di cui aveva solamente sentito raccontare e che a lungo il padre era andato cercando.
Le si avvicinò e dopo averla stretta, quel poco che il ventre ormai evidente le concedeva, posò appena le sue labbra sulle gote della zia allargando il sorriso poco prima solo accennato.

“E' bellissimo riaverti qui Ismeralda.

Aristotele ci ha benedetti facendoci ritrovare dopo molto tempo - le strinse la mano e, nell'udire dei passi, si voltò verso la scalinata. Il volto timido e dolce della cugina li osservava ed Anna la invitò ad avvicinarsi – Julienne, il nostro Cosimo ci ha riservato una lieta sorpresa oggi. Nostra zia, Ismeralda Vittoria, ha fatto ritorno a casa”

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 3:55 pm

Julienne, alle parole della cugina, meglio s'avvicinò, volgendo lo sguardo agli occhi ora colmi d'emozione che la Dama, sua zia, tenea.
Era emozionata anch'ella, ma la gioia le fece perder parte della timidezza che, sino a pochi istanti prima, avea provato.
Riuscì, così, a proferir parola. È un enorme piacere per me conoscerVi; io sono Julienne Espero, nipote di Cosimo e cugina della Viscontessa.
Le sorrise, dunque, e l'abbracciò delicatamente.
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Lun Giu 24, 2013 8:05 pm

Cosimo stette a guardare le due donne far conoscenza e poi vide arrivare in silenzio sua nipote che attese il suo turno per presentarsi anche lei alla zia appena arrivata.
A turno guardava tutte e tre le donne , felice come non mai, si accorse che non era arrivata a fare lo stesso l'altra sua figlia, ma Cosimo sapeva che sarebbe stato così.
Ovvia, entriamo nel salone, avremmo modo tutti di conoscerla meglio..


Il vecchio Ambrogio si era quasi allontanato del tutto quando Cosimo lo richiamò con un colpo di tosse, li si voltò e con un sorriso falso chiese di comandare l'ordine.

Ambrogio , siate gentile, prendete il soprabito di mia sorella e se ne ha anch le valigie e portatele nella stanza degli ospiti per ora. Poi le troveremo una camera adatta alle sue necessità.


Mentre Cosimo aveva parlato con lui, Anna e Julienne avevano fatto strada alla loro zia, quando anche lui le raggiunse le trovò accomodate una vicina all'altra, con la zia ovviamente in mezzo alle nipoti.
Si mise comodo anche lui su una poltrona singola e prima che la tempestassero di domande lui si premurò di parlare per prima.

La zia è la mia sorella più piccola,  vi è Camillo, io, Jacopo il nonno di Julienne e poi appunto la più piccola che quando lasciai Fiesole rimase prima con mio padre e poi in collegio a studiare.
Dico bene Ismeralda?
Raccontò questo senza mai togliere gli occhi dalla sorella ritrovata, non gli sembrava vero.

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Mar Giu 25, 2013 3:32 pm

Anna sedeva sul divanetto del salone e ancora stentava a credere che al suo fianco vi fosse Ismeralda, sua zia. In un attimo le venne in mente che, se l'avesse saputo prima, avrebbe potuto mettere il migliore dei suoi abiti, pettinarsi ed acconciarsi a modo per quell'arrivo e soprattutto dare ordini alla servitù perché rassettassero la casa da cima a fondo rifornendo la cucina dei migliori prodotti che le terre di famiglia offrivano.
Si guardò brevemente attorno per assicurarsi che, se non alla perfezione, la villa fosse abbastanza accogliente.

“Essendo una di famiglia non è poi necessario ostentare chissà quale lusso - pensò tra sé e sé –  è preferibile la naturalezza e l'improvvisazione anche se una tirata d'orecchi a Cosimo non la toglie nessuno”

Era ancora sovrappensiero quando il padre le raggiunse e si accomodò di fronte a loro iniziando a raccontare la storia di quella sorella ritrovata per poi cedere la parola alla diretta interessata.
Visibilmente incuriosita, la Viscontessa congiunse le mani e le posò sul ventre, attendendo.

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Mar Giu 25, 2013 4:54 pm

Seduta tra le due nipoti, le aveva guardate. Era sbalordita, erano entrambe donne di straordinaria bellezza, ma soprattutto vedere la figlia di Cosimo adulta, vedere il suo ventre prominente che lasciava ben poco spazio all'immaginazione, le faceva pensare a quanto tempo fosse passato dall'ultima volta in cui aveva avuto la possibilità di star vicina al fratello.


"Confermo quanto hai detto, Cosimo. Sono rimasta accanto a nostro padre, e poi ho ricevuto un'educazione ineccepibile in collegio.
Lì mi è mancato tremendamente avere una famiglia, non vedevo l'ora di poter andarmene per riavvicinarmi a te..."

Guardò le nipoti

"A voi. Così sono partita, immaginavo che sarebbe passato molto più tempo prima di riuscire a vederti, ma non avevo altro scopo che ritrovarti...e per un caso fortuito, quando ho conosciuto Bobo, tra un discorso e l'altro mi ha parlato di te, dicendomi che stavate viaggiando assieme."

i suoi occhi per un momento brillarono, ricordandosi l'incontro con Bobo prima e quello col fratello non molto tempo dopo.

"Quasi non ho potuto crederci, a volte il fato è particolarmente scherzoso, ma ogni tanto si rivela veramente straordinario.
Ci sarà una mole infinita di cose da sentire e raccontare, mi piacerebbe sentire di voi, di quanto è successo a te quando ti sei allontanato da Fiesole, e conoscere meglio le mie nipoti. Per ora nella mia vita c'è solo un avvenimento degno di nota, ed è proprio l'avervi ritrovati."

Si zittì, pronta ad ascoltare. Non riusciva a smettere di guardarsi intorno, tra lo stupito e l'estasiato.
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Mer Giu 26, 2013 10:08 am

Cosimo aveva sul viso un sorriso come quello dei bambini davanti ad un dolce fatto in casa.
Annuiva alle parole della sorella e pensava che anche per lui era un momento bellissimo quello che stava vivendo.
Aveva sempre amato del resto la sua famiglia e vederla ora in parte ricongiunta sotto un unico tetto non lo faceva stare nella pelle,
come se il sogno della sua vita si fosse realizzato.
Attese che Ismeralda finisse le sue parole per poter parlare.

Anche io ti ho cercato sai, ora posso dirlo, ma un motivo che mi ha sempre portato a viaggiare è quello di ritrovare te e nostro fratello Jacopo ovviamente. A volte ho fatto anche pensieri brutti, temendo di non ritrovarti mai più, ma per nostra fortuna il destino ci ha fatto incontrare ancora una volta.

Cosimo poi continuò

Di cose da raccontare ne abbiamo davvero tante e il tempo a nostra disposizione ci permetterà di recuperare il tempo perduto.

Alla porta si affacciò Amélie, la ragazza francese che assieme ad Ambrogio e Agnese, facevano parte della famiglia.

Amélie, porta del buon vino rosso, quello che ci hanno portato quei brav'uomini chiantigiani e anche..

la ragazza sorrise è interruppe Cosimo

Faccio portare anche della finocchiona?

Cosimo annuì e vide la ragazza andare via, poi rivolgendosi a tutti..

Ormai Amélie sa come trattare chi ci viene a trovare

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Gio Giu 27, 2013 10:42 am

Anna lasciò che Amélie si allontanasse per poi rivolgersi ad Ismeralda.

“Avete parlato di 'ser Bobo, parte del merito dell'avervi ritrovata spetta anche a lui.

Dovremmo invitarlo qui per ringraziarlo”
concluse volgendo uno sguardo a Cosimo in ricerca di assenso.

La cameriera francese non tardò molto a giungere con la bottiglia di vino e, seguita da una seconda fanciulla, con la finocchiona. Amélie versò il nettare pregiato in tre bicchieri, servendo per prima Ismeralda ed a seguire Julienne e Cosimo, mentre il quarto lo riempì con della semplice acqua fresca porgendolo alla Viscontessa che le bisbigliò un -Merci-

“I giochi e le trame del destino alle volte sono stupefacenti. Ci hanno allontanati per anni e poi all'improvviso, senza alcuno sforzo, ci ha uniti” rivolse un sorriso alla zia notando sempre più la somiglianza tra lei ed il padre.

Istintivamente guardò oltre le vetrate del salone dal quale si scorgevano i giardini cercando, o meglio sperando, di vedere la sorella minore.

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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 30, 2013 1:52 am

Il sorriso della nipote ne scatenò uno doppiamente ampio sul volto di Ismeralda. L'accoglienza era stata veramente ottima e la giovane non potè che sentirsi a proprio agio. Avrebbe presto imparato a conoscere la propria famiglia, ciò che era avvenuto da quando si era separata dal fratello, ma per quel momento non potè che godersi l'istante del ritorno, con quelle emozioni uniche che accompagnavano ogni ricongiungimento. I giorni passati a viaggiare per cercare, erano passati. La lontananza era andata via con loro, quel senso di vuoto, quella mancanza che da sempre l'aveva tormentata...tutto era sparito, non sarebbe mai più tornato.
Osservò ciò che le veniva offerto, sebbene fino a quel momento non avesse sentito nè la fame nè la sete che il viaggio le aveva provocato, nel veder arrivare delle vivande queste sensazioni si risvegliarono inevitabilmente.


"Dovrò ricordarmi di ringraziare nuovamente, oltre al destino che ha certo avuto la propria parte, Bobo..."

Le bastava pronunciarne il nome per sorridere, quell'uomo era in grado di metterle addosso un'allegria e una gioia senza pari, e inoltre aveva avuto un ruolo parecchio importante nella vicenda.

"Se non ci fosse stato lui, forse ci saremmo ritrovati nella stessa città senza neppure saperlo. Non trovi, Cosimo?"
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MessaggioTitolo: Re: Il ritorno di Ismeralda   Dom Giu 30, 2013 12:54 pm

La ragazza francese aveva consegnato a tutti i calici ed era uscita.
Cosimo ascoltava le parole della sorella, non aveva torto, senza Bobo probabilmente non si sarebbero mai incontrati pur camminando nella stessa città.
Annuì alla sorella pensando a quanto fosse a volte strana la vita e beffardo il destino.

Credo che presto dovremmo invitarlo a palazzo cosi come monna Taira

Alzò il calice proponendo un brindisi

Alla famiglia, a noi e che sia solo il primo giorno di una lunga serie

Guardò tutti e a tutti servò un sorriso, mancava sua figlia Giselle e per questo se ne rattristò.
Guardò poi il ventre della figlia, sorrise...la famiglia degli Espero era più viva che mai e di questo ne era felice...



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